
Presentazione del progetto della Stazione T.A.V. di Bologna
Andrea Maffei (Arata Isozaki Associati)

La condizioni della città circostante e le numerose infrastrutture, previste sotto la nuova stazione, hanno portato a sviluppare un difficile tentativo di ricucitura di varie esigenze urbane sovrapposte.
La linea ferroviaria aveva sempre diviso la città di Bologna in due parti molto distinte: a sud il centro storico con monumenti e palazzi, a nord i quartieri industriali della Bolognina e la Fiera di Kenzo Tange (1967). Il disegno urbano seguiva queste differenze, sviluppandosi regolare e rettangolare a nord, concentrato e radiocentrico a sud. La nuova stazione doveva ricucire il passato e il moderno, il centro storico medioevale-ottocentesco e la nuova Bologna industriale.
Sotto la nuova stazione erano previste numerose funzioni da unire in un unico progetto. la stazione alta velocità interrata, la nuova linea della metropolitana, il people mover che collegherà la stazione con l’aeroporto in dieci minuti, le fermate dei taxi, i parcheggi interrati per i viaggiatori. Il piano terra dei binari era previsto interamente occupato da treni a media percorrenza e l’unica soluzione era una stazione ponte che sorvolasse sopra tutte queste funzioni per unificarle in un comune denominatore. Un altro tema delicato era il rapporto con la vecchia stazione esistente, vincolata dalla Soprintendenza, e con piazza XX settembre, caratterizzata dall’antica porta Galliera e da antiche mura romane.
In questo rapporto tra antico e moderno, abbiamo preferito mantenere distinte le due realtà sotto il profilo architettonico.
La città di Bologna si sviluppa soprattutto in orizzontale con edifici bassi lungo la pianura padana. Su questi spiccano rare eccezioni, come la famosa torre degli Asinelli, alta 92 metri, il quartiere fieristico di Kenzo Tange (1967) e le torri residenziali di Enzo Zacchiroli (1977-80). Per integrarsi in questo skyline il progetto mantiene ovunque l’altezza massima di circa venti metri ed evita di proporre nuovi grattacieli. Questa scelta esprime un’esplicita intenzione di sobrietà e di rispetto dell’ambiente circostante.
L’orizzontalità dell’intervento è stata estesa anche agli altri comparti oggetto del concorso, che si mantengono ovunque della stessa altezza.
La luce naturale è stato un altro tema conduttore del progetto.
Nelle banchine dei binari è possibile ricevere luce naturale e vedere il cielo, mentre si aspetta il treno. I lunghi tagli in copertura illuminano i percorsi di circolazione e la loro drammaticità rende lo spazio interno della stazione aperto a differenti interpretazioni.


