Dalla rigenerazione urbana, la costruzione del consenso per l’abitare sociale:
esperienze partecipative di integrazione a Torino

 

Giovanni Magnano (Comune di Torino)

 


L’esperienza di Torino dal 1997 al 2006 sui temi della partecipazione attiva dei cittadini nei processi di rigenerazione urbana ha assunto la forma del Progetto Periferie, insieme di programmi a scala locale, ma di rilevanza urbana, caratterizzati da un approccio integrato, partecipato e innovativo.

Il Comune ha svolto in questo campo un ruolo di regia promuovendo 14 programmi integrati di rigenerazione urbana, finanziati da U.E, Ministero dei lavori pubblici, Regione Piemonte e dal Comune di Torino stesso. L’investimento complessivo nei 10 anni del Progetto Periferie ammonta a circa 580 milioni di euro, dei quali circa un terzo apportato da investimenti privati, un terzo fa finanziamenti pubblici di provenienza regionale, nazionale e comunitaria, un terzo da risorse proprie del Comune.

La partecipazione ha cambiato forma nel passare degli anni; se negli anni settanta la richiesta di partecipazione veniva dal basso, dalla base, spesso quale conseguenza di atteggiamenti rivendicativi, negli anni novanta la stessa domanda veniva dall’alto, come richiesta di condividere la valutazione delle priorità, delle opportunità, ma anche dei pericoli e delle criticità del territorio, fatte salve le specifiche responsabilità decisionali della politica.
Oggi la domanda di partecipazione sembra essere più orientata al perseguimento di obbiettivi di solidarietà sociale o di sviluppo di reti di sostegno e di buon vicinato.

Torino ha inteso il valore della partecipazione non solo sotto il profilo tecnico, per la capacità di “portare interessi”, o quale corroborante della buona qualità progettuale dei programmi di rigenerazione urbana, valore di per sé già molto importante; la città ha riconosciuto che esiste e va rafforzato uno spazio più strettamente legato alle funzioni sociali e culturali dell’abitare, spazio che un tempo era piuttosto diffuso sia in campagna che nei centri urbani .

Oggi le politiche abitative innovative del Comune di Torino stanno sperimentando forme di condominio solidale, di coabitazione tra singoli, di albergo sociale o di residenze collettive che si possono realizzare grazie alla partecipazione dei singoli cittadini coinvolti, del tessuto associativo e di volontariato che si è molto rafforzato anche nei quartieri marginali, alle occasioni che la regia delle politiche pubbliche forniscono al privato per mettersi in gioco e, ancora una volta, partecipare.

La partecipazione quindi, oltre che strumento della progettazione, è anche fine e mezzo per rendere possibili trasformazioni urbane sostenibili anche sotto il profilo sociale e culturale.