
La progettazione partecipata: democrazia, efficacia, economicità come metodo nella rigenerazione della città e delle infrastrutture.
Un processo che deve riguardare i cittadini, gli Enti Locali, le Imprese
Marina Dragotto (AUDIS)
Le trasformazioni del territorio provocano, inevitabilmente, cambiamenti concreti nella vita delle comunità che in esso vivono e sviluppano attività sociali ed economiche.
La consapevolezza di questi impatti e delle loro conseguenze sono ormai chiari sia a chi è responsabile delle politiche e dei progetti di trasformazione (gli enti pubblici, i proprietari delle aree, i promotori), sia ai cittadini, che singolarmente o in gruppo (categorie, associazioni, ...), esprimono legittimi interessi nel contrastare o incentivare la realizzazione dell’opera in oggetto.
Le dinamiche spontaneamente “partecipate” che le trasformazioni territoriali normalmente producono indipendentemente dal soggetto promotore (pubblico, privato, misto), sono generalmente vissute come un problema, un ostacolo alla capacità di decisione e all’efficienza della realizzazione.
L’esperienza maturata in questi anni sia in Europa che in Italia dimostra che queste “intromissioni” dei non addetti ai lavori (cittadini, associazioni, categorie, ...), possono condurre a due tipi di esiti:
• il blocco più o meno lungo delle opere con l’ingaggio di un braccio di ferro tra le due parti chiuso, nelle migliori delle ipotesi, con grandi ritardi e ingenti dispendi di energie e risorse o, nella peggiore, con una rinuncia completa alla realizzazione dell’opera;
• il miglioramento dell’opera o del servizio grazie alla collaborazione attiva degli stessi cittadini.
E’ evidente come il primo esito sia frutto di una partecipazione non organizzata e non prevista nelle procedure di definizione dell’opera in oggetto (obiettivi, caratteristiche, ecco). Accade, semplicemente, che a fronte di un potenziale pericolo, i cittadini, esclusi dalle decisioni in nome dell’efficienza dei processi, “pretendano” di dire la loro anche mettendo in discussione decisioni già assunte.
Il secondo esito è invece tipico dei processi partecipativi organizzati, coerenti e trasparenti che garantiscono alle comunità interessate di accedere a tre livelli di coinvolgimento:
• l’informazione completa sugli obiettivi, sui vincoli, sulle ricadute e sull’iter amministrativo dell’opera;
• l’interazione con i soggetti politici e tecnici responsabili dell’intero processo;
• la co-progettazione dell’opera per le parti in cui una cittadinanza attiva e informata può contribuire al miglioramento dell’opera stessa e delle sue ricadute.
Partendo da un’analisi di casi concreti di rigenerazione urbana realizzati in questi anni, il workshop mira ad evidenziare le ricadute positive che un processo partecipativo ben organizzato e trasparente (obiettivi e tempistica) produce in termini di efficienza del processo (iter di progettazione e approvazione), efficacia (soddisfazione di tutte le parti in causa) ed economicità (contenimento dei tempi di realizzazione), oltre che di appropriazione sociale dell’opera in oggetto e contributo allo sviluppo della democrazia reale.


