
Una infrastruttura moderna a servizio di una città sensibile: aspetti tecnici e funzionali della metrotranvia di Bologna
Piergiorgio Grasso (Geodata)
Con il completamento dell’iter progettuale e approvativo della prima tratta funzionale della Metrotranvia, la città di Bologna ha voluto dotarsi di un sistema di trasporto moderno e innovativo: in Italia, costituisce il primo esempio di linea tramviaria semiautomatica dotata di sistemi di sicurezza evoluti che si sviluppa, per tutto il suo percorso, in sotterraneo.
Il tracciato si articola su un’asse di 7,8 km, tutti in galleria, con 13 fermate intermedie, connettendo le direttrici principali della mobilità cittadina, da Fiera-Michelino a Stazione FS e da Stazione FS all’Ospedale Maggiore, attraversando il cuore storico della città, Piazza Maggiore, che rappresenta il primario elemento di attrazione e identità.
La Metrotranvia,si caratterizza pertanto come l’asse portante per una nuova mobilità urbana, attorno al quale si rapportano, in una logica di integrazione e interscambio della rete, tutti gli altri sistemi del trasporto pubblico locale (in servizio e in programma di attuazione) in un quadro di forte evoluzione del sistema infrastrutturale per la realizzazione, attualmente in corso, delle opere del Nodo ferroviario e della nuova stazione AV.
ll progetto affronta un ampio spettro di obiettivi urbanistici e trasportistici in un contesto urbano e ambientale che si presenta delicato, per le peculiarità del tessuto edificatorio del centro storico medioevale e i numerosi vincoli in superficie (canali, reti di sottoservizi, altre infrastrutture di trasporto), e nello stesso tempo alquanto complesso, per le dinamiche di trasformazione in atto nei poli periferici attraversati dalla linea, quali il distretto della Fiera-Regione e le aree CAAB-CAM che costituiranno il nuovo centro funzionale bolognese.
In un soprasuolo così prezioso e sensibile, il progetto della Metrotranvia ha dovuto inevitabilmente cimentarsi con la necessità di minimizzare le interferenze e limitare gli interventi di superficie, rivolgendo al sottosuolo la funzione di volano e sviluppo della infrastruttura. Questa esigenza, ha richiesto un approccio progettuale fortemente integrato e multidisciplinare, nel quale le competenze geo-ingegneristiche, e tecnologiche si sono reciprocamente arricchite con quelle architettoniche e ambientali per la ricerca di soluzioni tese alla valorizzazione dello spazio sotterraneo, non solo come luogo nel quale si esplicano le funzionalità proprie del sistema di trasporto, ma come nuova e determinate risorsa, disponibile per la trasformazione e la riqualificazione della città.
Nell’articolo si illustrano insieme agli aspetti tecnici e funzionali ritenuti più qualificanti del sistema della Metrotranvia, alcuni esempi dei progetti delle stazioni dando particolare risalto a quella di Piazza Maggiore, la più importante dell’intera opera, la quale, per le difficoltà tecniche affrontate e le soluzioni proposte, ha rappresentato senz’altro la sfida progettuale più significativa e originale.


