
Nuova vita a spazi e costruzioni: un mercato, le sue articolazioni
Federico Della Puppa (IUAV)
Cosa chiedono le imprese al mercato? Essenzialmente una prospettiva di sviluppo che consenta di pianificare, non solo a breve ma nel medio-lungo periodo, un consolidamento e un rafforzamento della propria capacità operativa.
Cosa offre invece oggi il mercato? Una lunga pausa di riflessione.
Cosa chiedono oggi le città e i territori? Prospettive di sviluppo che consentano di promuovere la competitività locale quale motore della competitività regionale.
Cosa offrono gli strumenti di intervento? La necessità di ripensare allo sviluppo secondo concetti diversi, orientati alla sostenibilità e alla fattibilità degli interventi.
Su questo doppio binario si sviluppa l’attuale stallo del mercato delle costruzioni, che da alcuni anni ha imboccato una strada di crescita lenta e ora si avvia ad una vera e propria stagnazione. In quest’ultimo periodo il rallentamento dell’economia e la frenata del mercato immobiliare, dovuta alle diverse vicende che su di esso si sono sommate, evidenziano a maggior ragione la necessità di un cambiamento di prospettiva, di un ripensamento globale in termini di sistema, di rapporto domanda-offerta, di organizzazione di filiera, di segmenti di mercato, di interventi nel territorio, di politiche pubbliche di sviluppo regionale e comunitario, di partenariati pubblico-privati.
Oggi il mercato si trova di fronte a quella crisi annunciata da anni, che giunge dopo il secondo periodo di crescita più lungo di tutto il dopoguerra. Ma rispetto alle crisi del passato le condizioni del sistema sono diverse e dunque su di esse si deve riflettere: è diverso il sistema delle imprese, è diverso il sistema degli operatori, è diverso il sistema degli attori e della domanda.
In questo quadro è dunque necessario da un lato evidenziare gli aspetti “di sistema”, in particolare lo “stato patrimoniale” che l’economia, il territorio, il mercato può mettere in campo di fronte alla crisi. Ad esempio il patrimonio di imprese, il know how tecnologico, gestionale, finanziario, produttivo. Da un altro lato è necessario individuare nuove ambiti e nuove modalità di intervento, rivedendo i processi di filera e riorganizzando e ringegnerizzando le imprese rispetto alle esigenze di investimento oggi necessarie a rigenerare e riqualificare la nostra economia e i nostri territori.
Ci sono molti campi di azione ai quali è necessario oggi rivolgere l’attenzione con una propositività diversa da parte delle imprese e del mercato, degli attori e degli investitori: dalla rigenerazione urbana alla sostenibilità, dall’efficienza energetica alla sostenibilità economica, dall’ottimizzazione degli iter amministativi alla rigenerazione del patrimonio edilizio esistente, dal project financing ai fondi di sviluppo urbano, dal facility management alleinsurgent planning practices.
Paradossalmente la crisi velocizzerà l’innovazione, una innovazione va guidata e che avrà nella “rigenerazione” la parola chiave e che permeerà soprattutto i processi e che riguarderà tutti, imprese, produttori di materiali, enti locali ma anche i singoli cittadini. E’ questa la sfida alla quale siamo tutti chiamati per dare nuova vita a spazi e costruzioni.


