
AUDIS
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Il processo di decentramento e ristrutturazione del sistema produttivo, la crisi di alcuni settori industriali, la perdita di funzioni di vaste aree urbanizzate ha reso disponibili interi settori urbani la cui riconversione consentirebbe alle città di dotarsi delle strutture necessarie per conseguire nuovi livelli di qualità urbana. Da tempo si dibatte sul possibile futuro di queste "aree dismesse", sulle loro potenzialità, sull'ineguagliabile occasione che rappresentano per il rilancio e l'acquisizione da parte delle comunità di zone divenute strategiche a seguito dell'espansione delle città. Solo negli ultimi anni, anche con l'attivazione di nuove procedure urbanistiche ed economiche, si sono avviati concreti processi di trasformazione. In molti casi la pianificazione urbanistica è già conclusa, e si sta affrontando la fase esecutiva della riconversione. AUDIS - Associazione delle Aree Urbane Dismesse - è nata nel Luglio 1995 proprio dall'esigenza di dare impulso operativo al dibattito per fare emergere i punti critici delle trasformazioni che richiedono da parte degli Amministratori pubblici e degli Operatori, storicamente contrapposti, una comune strategia. L'auspicio è che AUDIS, quale punto di riferimento per il dialogo ed il confronto tra i diversi soggetti coinvolti nel recupero delle aree dismesse, possa contribuire a generare negli operatori, sia pubblici che privati, una nuova consapevolezza e capacità di intervento a beneficio dello sviluppo e rilancio delle città e delle forze economiche e sociali che in essa operano. www.audis.it |
Le Qualità
Qualità urbanistica
La qualità di un intervento di rigenerazione si misura anche dalla sua capacità di divenire fattore di innesco e moltiplicazione di un più ampio ed equilibrato sviluppo urbano che comprenda residenzialità, servizi e lavoro.
I presupposti per realizzare interventi di rigenerazione di qualità urbanistica sono essenzialmente:
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che il governo del territoriale sia esercitato dalle istituzioni in modo sempre più aperto al contributo di tutti gli attori, mantenendone salda la guida;
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che i processi di trasformazione abbiano come obiettivo generale quello di contribuire a realizzare maggiore coesione sociale ed economica, presupposto per lo sviluppo di tutto il territorio;
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che il giudizio sulla qualità di ogni singolo intervento comprenda la sua capacità di integrazione fisica, sociale ed economica con il contesto urbano e che l’effetto riqualificativo sia duraturo nel tempo;
- che i risultati paesaggistici non siano di semplice ‘cosmesi’, ma giungano a creare un ‘bene paesaggio’ inteso come costruzione collettiva.
Qualità architettonica
La qualità architettonica di un processo di rigenerazione è riferita sia ai manufatti progettati ex-novo che a quelli riqualificati e costituisce un’occasione per elevare la qualità complessiva della città del ’900, spesso drammaticamente carente.
La qualità architettonica si gioca sostanzialmente su:
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la sfida della contemporaneità e dei nuovi stili dell’abitare, del lavorare, del vivere, della multietnicità;
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l’uso delle nuove tecnologie compatibili con l’ambiente e che assicurino il risparmio delle risorse;
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l'integrazione e la continuità con l’esistente, la storia dei luoghi e i fattori identitari locali;
- l’adeguata realizzazione di spazi pubblici per favorisce lo sviluppo, la convivenza civile, la comunicazione, l’aggregazione sociale e la sicurezza.
Qualità sociale
Qualità sociale significa benessere per gli abitanti (residenti e city users), sia come individui che come collettività.
In questa chiave è fondamentale puntare:
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negli interventi con destinazioni residenziali, ad una composizione sociale articolata, attraverso la realizzazione di un’offerta immobiliare diversificata (proprietà/affitto, mercato/social housing);
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mantenere e sviluppare, laddove possibile, le attività lavorative all’interno delle aree, in modo da scongiurare il rischio della riproposizione del “recinto” monofunzionale;
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verificare la sostenibilità sociale delle trasformazioni prevedendo l’impatto che esse avranno sul contesto.
La tenuta e il miglioramento delle dotazioni territoriali, delle aree verdi, delle aree pedonali, del commercio, dei luoghi di aggregazione, degli spazi pubblici, della residenza sociale e non convenzionale, sono tutti fattori imprescindibili nelle operazioni di riqualificazione urbana.
Qualità economica
La qualità economica di un intervento a scala urbana risiede essenzialmente in due fattori:
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la capacità di produrre occasioni di sviluppo autopropulsivo duraturo nel tempo e crescita economica dell’area urbana in cui si inserisce;
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il bilanciamento tra qualità tecnica, tempi, efficienza attuativa e costo globale per evitare diseconomie nelle fasi di progettazione e realizzazione dell’opera, nonché nella sua gestione e manutenzione.
I benefici potenziali devono essere considerati e assunti fin dalla nascita del programma di recupero che, nella sua valutazione, deve evidenziare le utilità e i benefici più larghi (pubblici e privati) generati dagli investimenti di riqualificazione (pubblici e privati).
È fondamentale che la progettazione economica e finanziaria alla base di un intervento nasca insieme ad esso e sia coerente con gli strumenti pianificatori e programmatici generali, in modo da rispettare, nel processo attuativo, le strategie di lungo periodo che la città si è data
Qualità ambientale
Il recupero delle aree urbane dismesse ha due importanti ricadute sulla qualità ambientale:
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la prima è legata ai fattori generali che definiscono la crescita sostenibile di una città;
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la seconda riguarda le bonifiche ambientali che tale recupero produce quando, come accade nella maggior parte di casi, si tratta di siti storicamente inquinati.
Un’accurata valutazione delle condizioni ambientali delle aree, accompagnata da studi sugli impatti determinati dalla bonifica dei siti potenzialmente contaminati, costituisce un passaggio imprescindibile per il successo dell’intera operazione; preserva la salute dei cittadini ed è il primo passaggio necessario per assegnare attrattività ai luoghi, diminuendo le incertezze e aumentando il potenziale del mercato locale.
Una politica del pieno utilizzo delle aree disponibili che minimizza l’espansione urbana, riduce inoltre la necessità di urbanizzare nuove aree verdi o agricole, contribuisce all’uso efficiente delle strutture e infrastrutture esistenti e abbatte il consumo energetico sia degli edifici, sia della città.
Qualità energetica
L’obiettivo dichiarato del nostro tempo devono essere le eco-città, caratterizzate dal contenimento dei consumi energetici, dall’impiego minimo di risorse naturali, dalla riduzione dei rifiuti e delle emissioni clima-alteranti, nel rispetto di elevati standard abitativi.
Il patrimonio edificato esistente, buona parte del quale costruito nella seconda metà del ‘900, non rispetta queste qualità e costituisce anzi una delle principali cause di spreco energetico e d’inquinamento. La rigenerazione delle aree dismesse o dismettibili, contribuisce a raggiungere obiettivi di sostenibilità attraverso:
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la trasformazione degli edifici da consumatori a produttori di energia;
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l’integrazione del linguaggio del progetto con le tecnologie più avanzate per il contenimento dei consumi energetici;
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l’adozione di sistemi passivi e attivi per migliorare l’efficienza energetica;
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l’utilizzazione di biotecnologie per assorbire le sostanze inquinanti nelle bonifiche di aree inquinate;
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la progettazione degli spazi aperti (pubblici e privati), del verde e delle superfici d’acqua come elementi integranti del riequilibrio bioclimatico.
Attraverso l’adozione di incentivi (fiscali e normativi) va contrastata la politica del basso costo di costruzione che si traduce nella lievitazione dei costi di manutenzione e gestione e nello spreco energetico che grava sulla salute dei cittadini e sulla qualità urbana.
Qualità culturale
Qualità culturale significa progettare trasformazioni che siano in continuità con le evoluzioni storico-culturali del luogo o in necessaria e costruttiva rottura, sulla base della consapevolezza del portato della storia fisica, economica e sociale dell’area o dell’edificio in questione e della città.
Il lavoro di ricerca, indagine e ‘ascolto’ del luogo e dei suoi abitanti è la premessa necessaria ad ogni progetto di rigenerazione e deve accompagnare la sua realizzazione in tutte le fasi.
Dal punto di vista architettonico, la conoscenza dei valori testimoniali dei manufatti presenti e del loro stato di conservazione consente di identificare le categorie d’intervento, relative al complesso e ai singoli edifici, secondo graduazioni che vanno dal restauro, al recupero, alla ristrutturazione ed infine alla sostituzione per gli edifici che non presentano valori degni di tutela.

