
L’economista. "La crisi velocizzerà l’innovazione". 'Rigenerazione' è la parola chiave per un futuro in ripresa.
Federico Della Puppa (Docente IUAV, P.M. "apriamo i muri" - Rigenerazione urbana)
Il settore vive aria di crisi già da quasi un anno, prima dello scoppio della bolla dei mutui sub prime. Le cause sembrano quindi in seno al comparto.
“Il settore ha sicuramente raggiunto una soglia produttiva massima con la quale tutti gli attori devono fare i conti. Secondo Nomisma, il trend negativo è iniziato già nel 2007, con una riduzione del 5% delle compravendite. I dati congiunturali del Cresme attualmente in divulgazione mettono in evidenza numeri ben più consistenti (-8% nel 2008, -10% nel 2009), con una diminuzione della nuova produzione residenziale (vero motore del mercato in questi anni) dalle 340.000 abitazioni del 2006 a circa 240.000 abitazioni nel 2009”.
Ci sono punti di forza lasciati in eredità dagli anni di tumultuosa crescita appena alle spalle?
“Di fronte ad una situazione largamente annunciata, per la verità, le imprese non sembrano essersi preparate per tempo, sfruttando a pieno il trend favorevole.
Rispetto alle crisi del passato le condizioni del sistema sono diverse e dunque su di esse si deve riflettere: è diverso il sistema delle imprese, è diverso il sistema degli operatori, è diverso il sistema degli attori e della domanda”.
Esiste una exit strategy abbordabile?
“Le strade sono molteplici, ma il punto di partenza è uno solo: un cambiamento strategico all’approccio di mercato, un vero e proprio ‘paradigm shift’ per affrontare i prossimi anni con nuovo slancio, ma con obiettivi e traguardi differenti”.
Dove e con quali strumenti individuare le opportunità?
“Vedo efficace una manovra pubblica anticongiunturale che non sia incentrata solo sulle grandi opere, ma soprattutto su piccole e medie opere diffuse”.
Da dove può prendere avvio la ripresa?
“Le città oggi hanno necessità di interventi strutturali di riqualificazione e rigenerazione urbana, interventi che potrebbero utilizzare un volano economico iniziale pubblico quantificabile in una spesa di 1 miliardo di euro l’anno, per attivare risorse aggiuntive nel partenariato pubblico-privato di almeno 3 miliardi di euro”.
Saranno le leve della rigenerazione a dare spinta al settore delle costruzioni, nei prossimi anni?
“Molti sono i campi di azione a cui volgere l’attenzione con proposte diverse da parte delle imprese e del mercato, degli attori e degli investitori: l’ottimizzazione degli iter amministrativi ai fini della rigenerazione del patrimonio edilizio esistente, la sostenibilità ambientale, economica e sociale; poi il project financing, i fondi di sviluppo urbano, il facility management e le insurgent planning practice.
Paradossalmente la crisi velocizzerà l’innovazione, una innovazione che va guidata e che avrà nella ‘rigenerazione’ la parola chiave permeando soprattutto i processi. Riguarderà ciascuno, imprese, produttori di materiali, enti locali ma anche i singoli cittadini. E’ questa la sfida alla quale siamo tutti chiamati per dare nuova vita a spazi e costruzioni”.


